La scoperta del fuoco
L’ homo erectus usava il fuoco circa 500000 anni fa, ma non era in grado di riprodurlo. La data della scoperta del fuoco non è certa è comunque possibile che questa scoperta sia avvenuta contemporaneamente presso diverse popolazioni e si può ipotizzare che sia dovuto ad eventi naturali: incendi causati da fulmini, autocombustioni ed eruzioni vulcaniche.
Mantenere il fuoco
Avvicinando al fuoco rametti secchi, l’ uomo imparava ad alimentarlo e da allora fece tutto il possibile per mantenere accesa la fiamma. Possiamo ipotizzare una storia simile: nella prima fase l’uomo avrà utilizzato il fuoco naturale che comportava la necessità di mantenerlo acceso. Questo compito sarà stato affidato a uomini che da quel momento hanno avuto un enorme potere; è sempre stato considerato come una forza ambivalente per il suo aspetto benefico e distruttore; è stato venerato come un dio che donava forza e potere a chi lo possedeva.
Nell’ antica Roma Vesta era la divinità che proteggeva il focolare domestico e da lei discendono le vestali cioè sacerdotesse che avevano il compito di mantenere acceso il fuoco sacro. Nell’ antica Grecia il dio del fuoco era chiamato Efesto ed era anche il dio delle attività manuali legate alla lavorazione dei metalli.
I miti
Prometeo
Prometeo era un titano che amava molto gli esseri umani, che però vedeva infelici perché non avevano il fuoco. Prometeo chiese a Zeus(Giove) se poteva donare il fuoco agli uomini ma Zeus era contrario. Prometeo andò ad Atena sua protettrice affinché lo facesse entrare di notte nell’Olimpo. Prometeo sottrasse pezzi di brace ardente al carro del sole e gli portò sulla terra nascosti in una canna vuota. Zeus infuriato incatenò Prometeo nudo in una roccia del Caucaso dove un’aquila ogni giorno gli divorava il fegato che, durante la notte si rigenerava.
Efesto
Efesto (vulcano) è dio del fuoco e fabbro degli Dei. Fabbricò corazze, armature, gioielli e il carro del sole. Efesto aveva le sue fucine nelle viscere dell’ Etna,nelle isole Eolie, a Vulcano e a Lipari.
Accendere il fuoco
Le testimonianze più antiche dell’ accensione del fuoco risalgono a circa 180 mila anni fa.
Nella preistoria per accendere il fuoco si utilizzavano due metodi:
a percussione e a frizione.
- A percussione consiste nel battere due pietre, una dura e una più tenera e ricca di zolfo, fino a provocare la scintilla che incendiava foglie e rami secchi.
- A frizione consiste nello sfregare due legni che producono calore. Le tecniche a frizione sono: trapano da fuoco, ad archetto, a sega e a volano.
Illuminazione
Il primo uso che fece l’uomo del fuoco fu la torcia, un ramo secco e ardente che permetteva di illuminare le caverne e di spostarsi nelle notti senza luna.
L’uomo si accorse che il legno resinoso era quello che bruciava meglio.
Con la resina e la pece cospargeva la torcia, che assomigliava ad una clava luminescente. Il fuoco era ancora allo stato selvaggio a mala pena domato. La candela è il passo successivo nell’evoluzione della tecnologia dell’illuminazione. La candela è piccola ,maneggevole; ha lunga durata,ha una bassa emanazione di fumo e si accende subito. Mentre nella torcia il combustibile è parte del corpo, nella candela il combustibile è una riserva di cera o di olio. La candela fu il primo vero corpo illuminante.
Il riscaldamento
Il fuoco affranca dal freddo.
Gli uomini lo utilizzavano per scaldarsi. Intorno al focolare gli ominidi strinsero i primi legami sociali, iniziarono a raccontare le esperienze di caccia, utilizzando un linguaggio fatto di gesti e suoni inarticolati ma fondamentale per trasmettere ai più giovani le tecniche di caccia. In un insediamento ucraino, risalente al paleolitico superire sono stati trovati resti che fanno pensare ad una capanna con 15 focolari, la capanna era formata da strutture di mammut.
Cottura dei cibi
La carne veniva infilata in un lungo palo e messa a cuocere sul fuoco sempre acceso nel villaggio.
La carne, fatta a fette, veniva cotta su pietre lisce e roventi.
Con questo metodo venivano cucinati impasti di semi schiacciati e mescolati con l’acqua.
Un’altra scoperta importantissima fu l’acqua calda, che l’uomo imparò a riprodurre mettendola in cesti di vimini impermeabilizzati con l’argilla.
Si cucinavano in acqua minestre, zuppe e si ammorbidiva la carne.
La cottura dei cibi portò a delle trasformazioni fisiche all’uomo.
La muscolatura della mandibola si indebolì mangiando cibi cotti, di conseguenza si ridussero le dimensioni dell’ossatura della mandibola con probabili ricadute sullo sviluppo celebrale.
La carne veniva conservata lasciandola in mezzo al fumo ma lontano dalla fiamma (affumicatura).
Un altro metodo di conservazione era l’essiccamento con il quale si conservavano numerosi cibi come ad esempio i fichi.
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